Dopo il lancio di Parigi abbiamo avuto modo di provare a fondo il nuovo Honor 8, fratello quasi gemello del Huawei P9. Ottimo lavoro, ma a tratti Huawei tende a esagerare anche quando non serve.

Per qualcuno è immorale spendere circa 800 euro per un top di gamma, ed è proprio a loro che si rivolge Honor con il nuovo Honor 8. Uno smartphone che raccoglie non solo la pesante eredità di un modello precedente, il 7, che ha avuto e ha tuttora un gran successo, ma che assottiglia ancora di più il divario che c’è tra Honor, il prodotto "young", e Huawei, il prodotto “premium”. Honor nasce come b-brand di Huawei, prodotti realizzati con tecnologia Huawei ma venduti solo online ad un prezzo più competitivo, grazie soprattutto agli investimenti ridotti a livello di marketing (si sfrutta il passaparola gratuito della rete) e all’assenza del margine dovuto al rivenditore. Oggi Honor è una realtà diversa, e onestamente fa sorridere definirlo il sottobrand di Huawei: il nuovo Honor 8 è costruito con materiali premium, usa le stesse tecnologie che sono usate anche sui top di gamma Huawei e soprattutto viene venduto pure nei negozi (quindi del margine c’è). Certo, il prezzo ne risente un po’, siamo a 399 euro, ma siamo sicuri che ci troviamo davanti ad un prodotto che, almeno sotto il profilo hardware, li vale tutti. Perché non prendere allo stesso presso prodotti sulla carta più potenti, come un One Plus 3 oppure un ottimo LG G5 che si trova oggi allo stesso prezzo? Ci sono diversi motivi, prima di tutto Honor ha la rete di assistenza di Huawei, e in secondo luogo quando si acquista un prodotto che solo pochi mesi prima costava 300 euro di più si deve pensare che lo si sta acquistando a quel prezzo perché probabilmente non ha molto mercato, e in ottica di futura rivendibili questo può essere un problema. Honor 8 è la versione Honor del Huawei P9, con qualcosa in meno a livello di software ma anche qualcosa in più (ad esempio 1 GB di RAM aggiuntivo).
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